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Premio Angelo Betti 2026 a Tenuta del Travale: il riconoscimento al Vinitaly

Al Vinitaly 2026, tra i riconoscimenti più significativi assegnati nel panorama vitivinicolo italiano, il Premio Angelo Betti – Benemeriti della Vitivinicoltura Italiana è stato conferito, per la Calabria, a Tenuta del Travale.

Il premio, istituito da Veronafiere nell’ambito di Vinitaly, rappresenta da anni uno dei momenti più autorevoli della manifestazione veronese. Non si tratta di un riconoscimento legato a una singola etichetta o a una specifica annata, ma a un percorso complessivo: ogni regione individua, attraverso il proprio Assessorato all’Agricoltura, una realtà ritenuta particolarmente significativa per il contributo offerto allo sviluppo qualitativo e culturale del vino italiano.

Il riconoscimento e la proposta della Regione Calabria

Per l’edizione 2026, la proposta della Regione Calabria è arrivata dall’Assessore all’Agricoltura, Avv. Gianluca Gallo, che ha indicato Tenuta del Travale come espressione rappresentativa di un lavoro coerente e riconoscibile nel tempo.

Il nome della tenuta, situata a Rovito, nel cuore della Presila cosentina, si inserisce così nell’elenco dei benemeriti italiani, accanto a realtà che, nei diversi territori, hanno contribuito a definire un’identità produttiva solida e credibile.

Si tratta di un riconoscimento che assume un valore particolare proprio per le modalità con cui viene assegnato: non esiste candidatura, né selezione aperta. È un’indicazione istituzionale che, di fatto, fotografa lo stato di maturità di un territorio attraverso uno dei suoi interpreti.

Un segnale per la Calabria del vino

Nel caso della Calabria, il conferimento a Tenuta del Travale segna un passaggio importante. Negli ultimi anni il panorama regionale è cambiato. Sono emerse esperienze capaci di lavorare sulla qualità e su un linguaggio più preciso, meno legato a stereotipi.

In questo contesto, il lavoro della Tenuta si è sviluppato lungo una linea chiara, fondata su una forte relazione tra produzione, paesaggio e identità. Una costruzione progressiva, che ha trovato nel tempo riconoscimenti e attenzione critica da parte di guide e osservatori del settore, tra cui Gambero Rosso e Associazione Italiana Sommelier, ma che si è mantenuta ancorata a una dimensione agricola e familiare.

Per comprendere meglio questa traiettoria e il contesto in cui nasce, è possibile consultare il blog di Tenuta del Travale dedicato al vino e al territorio:
https://www.tenutadeltravale.it/blog/

Tra le espressioni più rappresentative di questo percorso si inserisce anche Eleuteria, vino identitario della Tenuta:
https://www.tenutadeltravale.it/eleuteria/

Il Premio Angelo Betti, in questo senso, non introduce un elemento nuovo, ma riconosce un percorso già in atto. Un passaggio che colloca definitivamente questa esperienza all’interno di un quadro nazionale, rendendola parte di una narrazione più ampia del vino italiano contemporaneo.

Per la Calabria, è anche un segnale: la conferma che esiste oggi uno spazio riconosciuto per una viticoltura capace di esprimere misura, qualità e visione, senza necessità di forzare la propria identità.

A Verona, quel nome è stato pronunciato tra molti altri.

Il momento della consegna del Premio Angelo Betti a Tenuta del Travale durante il Vinitaly 2026.

Un passaggio formale che restituisce visibilità a un percorso costruito nel tempo.

Ma, come spesso accade in questi casi, il valore del riconoscimento non è nel momento in sé, quanto nella traiettoria che lo ha reso possibile.