Il Vitigno

Storicamente conosciuto come vitigno siciliano autoctono, in realtà la storia del nerello affonda le sue radici in profondità nel territorio calabrese: cugino del gaglioppo, era considerato talmente pregevole da essere esportato dalle colline cosentine verso il nord d’Italia e la Francia, per andare ad arricchire il sapore già robusto e sostenuto di sangiovese e cabernet. Questa pratica esportatrice, accanto ad una progressiva affermazione di altre colture più fortunate e con un maggiore rendimento nel breve termine, ebbe come risultato il progressivo abbandono del nerello a favore di e coltivazioni: così nell’800 le tracce del nerello calabrese si perdono nelle maglie della storia, assieme a quelle dei fasti di una tradizione vitivinicola legata ad un prodotto così pregiato.

In un’era in cui la Calabria è conosciuta in tutto il mondo per le produzioni di Cirò, il nostro intento è stato quello di riappropriarci della tradizione storica e di assecondare la naturale inclinazione del territorio. Per questo motivo abbiamo deciso di dedicarci ad un prodotto tristemente dimenticato, ma dal sapore inconfondibile. Il nostro viaggio incrocia la tradizione nel gusto del nerello, un vino nobile e ricco, frutto di una lavorazione appassionata ed interamente manuale, per preservare una produzione di alta qualità coerente con la nostra filosofia e sapientemente guidata dai preziosi consigli dell’Enologo Emiliano Falsini e dell’Agronomo Dott. Antonio Berlincieri.