La storia di Eleuteria

Ritengo che potrebbe esserle utile, a completamento delle sue informazioni, avere maggiori notizie sulla nostra azienda.

La Calabria, Cosenza, Rovito e le sue colline nella storia.

Senza andare troppo indietro, alla dominazione greca e romana, a partire dal medioevo, il nostro territorio,  è stato ‘illuminato’ dalla nascita dell’abate Gioacchino da Fiore (1135-1202), una personalità eclettica in quanto fu monaco, abate, teologo, esegeta,  pensatore, riformatore, mistico, una figura quella dell’abate Gioacchino certamente complessa, profonda ma che noi, di Tenuta del Travale, condividiamo nella sua interezza e soprattutto nel suo sapore sempre moderno, in quello sguardo che vede il futuro sempre  protagonista.

Abbiamo quindi scelto di riprodurre sull’etichetta, un disegno dell’Abate che potesse legare il nostro vino a questa figura di indubbio valore, espressione proprio dei nostri luoghi.

Anche Dante, cita Gioacchino nel Paradiso: Pd XII 140 ‘ lucemi dallato/il calavrese abate Giovacchino/di spirito profetico dotato’ …. a testimonianza del valore di tale personaggio e dell’ importanza storica che  ha rivestito per il pensiero moderno.

L’etichetta, oltre a riprendere un disegno dell’abate Gioacchino, rappresenta un cane che mangia l’uva, infatti sul nostro stemma di famiglia, di origine fiorentina, è presente questa simbologia.

I nostri antenati nel ‘300, nativi di Firenze (i tre gigli fiorentini), si spostarono dalla Toscana per amministrare un vasto feudo nel territorio di Cosenza, arrivando proprio nel momento in cui Dante innalzava la fama di Gioacchino magnificandolo nella Divina Commedia.

Sull’etichetta infine, ogni anno, abbiamo deciso di inserire un’iscrizione latina, che puntualmente cambierà in funzione dell’annata. Sul quella  del 2014 troverà’ nella parte destra: ‘assuesce unus esse’. Quella del 2015 invece è: …’sic itur ad astra’. Sarà il nostro modo di esprimere un pensiero relativo al vino  con un respiro più ampio.

Il nostro legame con la Toscana si ripete con la scelta di collaborare con un enologo toscano: Emiliano Falsini, un toscano che di nuovo incontra il nostro territorio per esaltarne le peculiarità e proiettare il nostro vino nel futuro.

La produzione nasce in seguito ad un progetto cercato e successivamente realizzato, dalla nostra famiglia che, pur  svolgendo professioni non legate all’ambito dell’agricoltura, ha voluto fortemente realizzare un progetto innovativo ma con un  forte legame  alla tradizione in un angolo di Calabria dove la viticoltura è presente da sempre.

 La passione per la natura è il leit motiv che accompagna tutta la storia della famiglia e del vigneto, uniti indissolubilmente nella crescita, nello sviluppo di un sogno che si è tramutato, negli anni, in concretezza. Qualsiasi particolare è stato meditato con l’accuratezza di chi ha dedicato le sue risorse  ad un’Idea che esprimesse, attraverso il suo prodotto, grande qualità e originalità. La cantina Tenuta del Travale è  situata in una zona di  alta collina (500 mt.), su di un contrafforte dei monti silani caratterizzato da evidenti escursioni termiche tra il giorno e la notte.

 Proprio la  Sila, dominando il vigneto di circa due ettari, condiziona fortemente il clima e la natura dei suoli; il nostro piccolo vigneto, che si estende su  dolci terrazzi, abbraccia due versanti opposti della tenuta, uno con esposizione sud-ovest ed uno con esposizione sud-est.

 Siamo nel Comune di Rovito, una zona  della Calabria dove lo sguardo viene attratto dalla  lussureggiante vegetazione della macchia mediterranea, i nostri vigneti infatti sono circondati da lecci, faggete, piante di fichi d’India ed olivi oltre a tipiche essenze locali che circondano questo microambiente incontaminato. A nord, l’imponente altopiano della Sila, che raggiunge quasi i 2.000 metri, ci protegge dai venti del nord e a sud abbiamo a poco meno di 30  chilometri il mar tirreno, insomma un luogo molto particolare dove il clima mediterraneo viene mitigato dalla presenza della Sila rendendo questa zona un Sud Italia molto atipico.

 Il territorio di Rovito è storicamente legato al vitigno, il Nerello Mascalese, che trova le sue radici, anticamente (durante la dominazione greca), nella Calabria del nord, esprimendo tutta la sua eleganza, i suoi tannini fermi e decisi nell’areale cosentino. Nel corso dei secoli, spesso questa varietà è stata sostituita con altre più produttive, con caratteristiche diverse a livello enologico. Noi abbiamo voluto riscoprire la tradizione cosentina impiantando Nerello Mascalese, il vitigno storico delle nostre colline. 

Oggi, come allora, grazie alle peculiarità di un territorio vocato, alle assolate e calde giornate che seguono le notti fresche e inverni talvolta rigidi, pensiamo che il Nerello Mascalese  abbia ritrovato la sua collocazione ideale in cui eleganza, longevità e finezza sono i tratti distintivi di questa grande varietà rossa autoctona che ha fatto la storia di  altre regioni italiane.

 La cantina si trova  a  soli 9 km dalla  città di Cosenza, tutto il territorio beneficia di una posizione strategicamente fortunata in quanto da Rovito si può raggiungere, in trenta minuti di macchina la costa tirrenica e  in quindici minuti le montagne (oltre i 1800 mt) della Sila con la sua aria che è stata definita come la più pura d’Europa.

 La coltivazione della nostra vigna e’ rigorosamente manuale in tutte le fasi dalla potatura alla vendemmia. I 2 ettari sono coltivati su strette terrazze in forte pendenza che rendono necessaria la gestione manuale e con particolare attenzione alla gestione del suolo.

Siamo fermamente convinti che il risultato è un prodotto originale  in cui si fondono la naturalezza del territorio alla gestione manuale, il contatto con il vigneto è pressoché quotidiano così come le lavorazioni in cantina. 

Intendiamo produrre un vino che esprima volutamente il carattere calabrese e meridionale. Per tale motivo coltiviamo le vigne   conoscendo  ogni singola terrazza, coltivandola in modo che non risulti  omologata: ‘assecondiamo, come antichi custodi, la natura che dimora’.

 Anche in cantina utilizziamo tecniche artigianali per far  ‘esprimere’ al meglio, diversamente e consapevolmente,  ogni singola terrazza che lavoriamo, perciò senza protocolli prestabiliti.

 La prima vera annata in produzione è la 2014, annata di ottima prospettiva nel nostro territorio. A differenza di molte regioni italiane, abbiamo avuto una bellissima estate, asciutta ma senza picchi termici importanti che ha permesso quindi un’ottima maturazione delle uve sia a livello zuccherino che fenolico.

La nostra azienda, coltivando solo 2 Ha di vigneto  ha deciso per il momento di produrre solo un vino, poche bottiglie che potranno variare fra le 3.000 e le 12.000 bottiglie annue, in funzione della qualità delle uve e frutto solo di Nerello Mascalese coltivato nei nostri vigneti con talvolta un piccolissimo saldo massimo del 3-5% di Nerello Cappuccio.

 In sintesi raccogliamo ogni singola terrazza manualmente e la vinifichiamo separatamente in piccoli contenitori facendo solo fermentazioni spontanee, adottando unicamente follature manuali, senza utilizzo di pompe e successivamente affiniamo in legno piccolo per tenere separati, ancora una volta, ogni piccola parcella di vigneto fino al blend finale che facciamo solo poche settimane prima dell’imbottigliamento.

Vogliamo così esprimere tutto il nostro meglio, selezionando in maniera attenta, meticolosa e precisa le uve per poter mostrare il carattere del nostro vigneto e del territorio, con una enologia rispettosa, accurata ma anche meticolosa indirizzata verso eleganza, finezza e carattere dei vini.”